Le favole di Fedro

Ragazzi Per Sempre | Favole

Dopo tanti mesi un nuovo “Ragazzi per Sempre”: Eccoci con una versione un po’ aulica delle favole di Fedro.
Fedro è uno scrittore latino. A inventare il genere era stato Esopo, ma quello che rende il genere famoso da noi è, appunto, Fedro che le riprende diversi secoli dopo.
Bisogna pensare che Fedro non vive in un periodo facile: Scrive i suoi libri durante l’ultimo periodo dell’impero di Tiberio e negli anni di Caligola. Erano momenti in cui a fare il moralista si aveva vita breve. Così Fedro, che pure vuol dire la sua, adotta come mezzo la favola: Chi se la prenderebbe con un autore che scrive testi per bambini? La storia non riporta che l’abbiano passato per le armi, quindi, probabilmente, l’espediente funzionò. Così, grazie al suo sviluppato istinto di sopravvivenza, produsse la più famosa raccolta di fiabe della letteratura.

Il Cane, e il Lupo

Libertà quanto è cara, in brieve espongo.
Un Lupo, cui consunto ha lunga fame,
Un ben pasciuto Cane a sorte incontra:
Fermi si salutaro. Primo il Lupo:
Onde tal liscio, onde sì lauto cibo,
Il ventre ti distese? Io più robusto
Di te, a perir son da ria fame astretto.
Semplicemente il Can: Fia ugual tua sorte,
Se ugual servizio il mio padron n’ottenga.
E qual? Custode il dì sia de la soglia
Da i ladri la magion guardi la notte.
Io son pronto; nè boschi, e pioggia, e nevi
Soffrir m’è forza, e dura vita io meno;
Quanto più agevol fora sotto il tetto
Viver agiato, e largamente pascermi?
Vien dunque meco. Nel cammin s’accorge,
Che roso il Can da la catena ha il collo.
Onde è ciò, amico? Nulla. Amo saperlo.
Poichè sembro feroce, il dì mi legano
Perchè allor dorma, e desto sia la notte:
Sciolto su l’imbrunir, vo dove voglio:
Benchè nol chiegga, mi si porta il pane;
Da la mensa il padron l’ossa mi porge;
La famiglia gli avanzi; e se a taluno
Vien qualche cibo a noja, a me si getta:
Così senza fatica empiomi il ventre.
Ma se d’altrove andar mi vien talento,
Possol’io far? O questo no! e tu goditi,
Cane, le tue venture: io non le curo.
Regnar non vo’, se libertade io perdo.

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Autore: Gaio Giulio Fedro
Editore: CastelloVolante | MNM
isbn: 978-88-6399-084-3
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