Le avventure di Pinocchio

Ragazzi per Sempre | Racconti

Pinocchio è talmente famoso che a tutti sembra di conoscerlo. Ma non è mica tanto vero! Sapevate che Collodi (che non si chiamava affatto Collodi ma Lorenzini) lo scrive in due volte e che inizialmente non intendeva scrivere un racconto per bambini? Infatti la prima versione finisce con l’impiccagione di Pinocchio!  Poi il romanzo esce a puntate nel Giornale per ragazzi e quasi raddoppia e si arricchisce  di personaggi e situazioni sempre più fantasmagoriche e irreali. Tanto che Pinocchio finisce per assomigliare al fratellino un po’ sfigato di Alice. Ovviamente il finale della storia è un “tantino” diverso…

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La casa di Geppetto era una stanzina terrena, che pigliava luce da un sottoscala. La mobilia non poteva essere più semplice: una seggiola cattiva, un letto poco buono e un tavolino tutto rovinato. Nella parete di fondo si vedeva un caminetto col fuoco acceso; ma il fuoco era dipinto, e accanto al fuoco c’era dipinta una pentola che bolliva allegramente e mandava fuori una nuvola di fumo, che pareva
fumo davvero.
Appena entrato in casa, Geppetto prese subito gli arnesi e si pose a intagliare e a fabbricare il suo burattino.
– Che nome gli metterò? – disse fra sé e sé. – Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna.
Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio
il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se
la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina.
Quando ebbe trovato il nome al suo burattino, allora
cominciò a lavorare a buono, e gli fece subito i capelli, poi
la fronte, poi gli occhi.
Fatti gli occhi, figuratevi la sua maraviglia quando si accorse che gli occhi si muovevano e che lo guardavano fisso fisso.

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Autore: Carlo Collodi
Editore: CastelloVolante|Mur
isbn: 978-886-399-051-5
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