Immobile scuola. Alcune osservazioni per una discussione

Saggistica | Fuori collana

L’uomo del nuovo millennio è profondamente diverso da quello di primo Novecento. A dividerli, tra le tante cose, c’è il cinema, la radio, il telefono, la televisione, prima ancora del digitale e di Internet. Eppure alle spalle hanno lo stesso modello di scuola! I “nuovi media”, in realtà, non sono poi così nuovi, hanno almeno un trentennio. Il mondo accademico e della scuola, però, ha rifiutato il ben più complesso approccio multimediale e si è arroccato nella difesa di un modello chiuso che stride con quello che sta avvenendo ed è avvenuto nella società. La cultura non può più coincidere solo con la parola scritta e la stampa. Perché la rivoluzione del digitale e di Internet non ha coinvolto la scuola se non marginalmente? È ancora possibile trattare i saperi contemporanei che sono multimediali, complessi e aperti con rigidi schemi manualistici? Che cosa possono fare i singoli insegnanti in questo scenario ingessato da ragioni politiche ed economiche che li sovrastano?
Queste sono le domande che l’autore si pone in un inedito pamphlet che ha come obiettivo non solo l’individuazione delle risposte, ma soprattutto quello di generare una discussione aperta alle soluzioni da parte di tutti.

Roberto Maragliano, guru italiano della didattica con le nuove tecnologie, dopo essere stato professore a La Sapienza, è nell’organico dell’Università Roma Tre dove insegna “Tecnologie per la formazione degli adulti” e “Comunicazione di rete per l’apprendimento”. Le sue pubblicazioni: La scuola dei tre no, Laterza 2003; Parlare le immagini. Punti di vista, Apogeo 2008; Educare e comunicare. Spazi e azioni dei media (cura con Alberto Abruzzese), Mondadori Education, 2008; Adottare l’e-learning a scuola, Garamond-Bookliners 2011.

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Stiamo vivendo tempi turbolenti, non c’è dubbio. Si direbbe che dagli anni Ottanta del secolo scorso il mondo s’è trovato all’interno di un vortice di cui tuttora, a distanza di tre decenni, non è dato di conoscere la reale dinamica, né i tempi, i modi e gli esiti di un suo eventuale esaurimento. Una cosa comunque è certa, ed è il fatto che alla base delle turbolenze, economiche o politiche che siano, c’è, tra gli altri aspetti, l’impetuoso affermarsi dei nuovi regimi della comunicazione sociale. Lo si voglia accettare o no, è indubbio che la nostra percezione e pure la nostra pratica di mondo stanno cambiando da che esistono il digitale e Internet e che tra i primi effetti di tutto ciò c’è l’ampliamento delle categorie di soggetti che includiamo in questo “noi” (per esempio quelli che continuiamo a chiamare “minori”, ma che tali sono solo in termini di età, e quelli che tuttora etichettiamo come “extracomunitari”, anche se fanno pienamente parte della “nostra” comunità di comunicazione).
Sarebbero anche soltanto pensabili gli scenari attuali della globalizzazione economico/finanziaria e pure di quella politica (senza escludere il tema del terrorismo internazionale) se a dare loro forma e praticabilità non ci fossero i livelli così elevati di accessibilità, efficacia, generosità, istantaneità del conoscere, del comunicare e del condividere che il digitale e Internet hanno reso possibili?
Si tratta, com’è evidente, di una domanda retorica.

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Autore: Roberto Maragliano
Editore: CastelloVolante|Mur
isbn: 978-88-6399-072-0
Pagine: 23
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