FACEBOOK SCORIES [cronache di vita 2.0]

I Fiori del Web

18 brevi racconti irriverenti in cui il popolo della rete massacra il mito di Facebook! E il bello è che gli autori sono proprio coloro che lo utilizzano quotidianamente e quindi lo conoscono bene, anche nei suoi lati deteriori. I rapporti virtuali, dall’amicizia all’amore, sono messi alla berlina. I pericoli più inquietanti, dalla violazione della privacy ai rischi di dossieraggio o di essere vittime di attacchi di cybercriminali, sono evidenziati ed esasperati, spesso con ambientazioni fantascientifiche che dipingono un futuro allucinante, ma più che possibile. E poi il problema dei profili commemorativi post mortem, l’incubo di imbattersi in quei compagni di scuola poco graditi che se si erano persi di vista era perché c’erano molte ragioni, i problemi dell’Internet Addiction Disorder (IAD) e molto altro. Non solo narrativa, in sintesi. Non solo delle storie fresche, innovative e frutto dei nostri tempi. Ma anche uno spunto di riflessione intelligente sulla modernità e il tanto esaltato bisogno di condividere ogni cosa con tutti attraverso il più famigerato e pervasivo social network del cosiddetto web 2.0.

...

«Eh già... tu non puoi sapere di Facebook!»
«E come potrei?»
«È cambiato tutto là fuori, in questi anni. Comunque, per fartela breve, ero in metropolitana, ora di punta. Tutti ammassati. Spingi spingi, mi avvicino a una ragazza che mi faceva un sangue... Così, giusto per appiccicarmi a lei, approfittando della calca, poggiarle una mano sulla coscia facendo finta di niente e annusarla. Le solite cose...»
«E com'era? Com'era?»
«Soda. Ero dietro di lei. Appoggiato al suo fianco. Stava armeggiando con l'i-Phone, quelli che vanno anche in Internet. Da dietro sono riuscito a sbirciare che era connessa a Facebook.»
«Età?»
«Venti. Comunque, non riuscivo a vedere che cosa stesse facendo esattamente. Non sapevo se la pagina che consultava era la sua o se stava scrivendo a qualcuno dei suoi contatti...»
«E com'era vestita?»
«Era estate, aveva un vestitino un po' aperto. Da dietro riuscivo a guardarle nella scollatura. Indossava un reggiseno nero. Poi ho estratto anch'io il cellulare e, senza che se ne accorgesse, le ho scattato una foto.»
«Nella scollatura?»
«Ma no! In viso. Bisogna fotografare bene il volto. Poi ho usato il software di riconoscimento facciale.»
«Cosa?»
«Se sei su Facebook, anche se tu non hai mai postato tue foto, qualcuno dei tuoi amici, di sicuro, l'avrà fatto. Magari a una festa di compleanno, a una cena, in vacanza. Anche a tua insaputa. Basta che ti abbia taggato...»
«Cosaaa?»
«Basta che abbia scritto il tuo nome sotto la foto. Il software di riconoscimento ti trova. E a quel punto sai anche il nome. Da lì è un attimo. Basta andare su 123 People...»
«Sei troppo tecnico, per me!»
«Scusa. Ti basti sapere che in dieci minuti ho saputo qual era la sua pagina Facebook, ho trovato il suo sito di fotografie su Flickr... c'erano delle sue foto al mare che non ti dico!»
«In topless?»
«Anche. Poi ho trovato la sua mail e l'ho messa dentro Google. Ho scovato un suo vecchio annuncio pubblicato su un sito, regalava cuccioli di cagnolino. E lì aveva messo anche il suo numero di telefono! Era fatta. Risalire al suo indirizzo è stato un attimo.»
«E allora sei andato da lei?»
«No. Mi son fatto aggiungere ai suoi amici di Facebook. Prima volevo conoscerla. Volevo sapere che cosa le piacesse, sapere tutto di lei...»
«Come il gatto con il topo.»
«Ho una decina di account Facebook, tutti falsi. E non è stato difficile riuscire a farmi aggiungere tra gli amici. A quel punto era nelle mie mani. Potevo sapere dov'era, che faceva, chi frequentava, chi era il suo ragazzo... Credeva di parlare con un coetaneo. E io non facevo che sorprenderla e anticiparla. Ogni volta le dicevo di me qualcosa che sapevo che le piacesse. E ogni volta si stupiva e mi rispondeva: “anch'io!” Mi ha chiesto una foto. E le ho fatto vedere le foto di uno che sapevo sarebbe stato il suo tipo...»
«Sei un diavolo.»
«Alla fine è stata lei a darmi l'appuntamento! Basta saperci fare. E siccome sapevo che non lo avrebbe detto al suo ragazzo e che sarebbe stato un incontro clandestino... potevo andare tranquillo.»
«Tutte troie alla fine... quelle fidanzate sono le peggiori.»
«Aspetta. Sta arrivando il secondino... è l'ora d'aria, continuiamo dopo...»
«Ma senti... E se non c'era Facebook, come avresti fatto?»
«Come vuoi che avrei fatto? L'avrei seguita dalla metropolitana fino a casa. E lì l'avrei seviziata e fatta fuori senza tanta tecnologia. Come ho sempre fatto con tutte le altre! Ma vuoi mettere?»

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Autori: Vari
Editore: Castellovolante|Mur
isbn: 978-88-6399-076-8
Pagine: 59
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