Entusiasmi

Reincontri | Roberto Sacchetti

Le cinque giornate di Milano nel più bel romanzo scritto su quei giorni.
Trent’anni dopo le 5 giornate, un giovane scrive un romanzo sulla rivolta. Sacchetti era stato con Garibaldi in Tirolo, poi diventa giornalista e scrittore. E’ uno scapigliato e un rivoluzionario, a Milano dirige il Pungolo – il giornale dell’avanguardia -, ha fonti di prima mano, ha cose da dire.  Avrà destino tragico: a 32 anni, mentre scrive questo libro, muore. Lo dicono gli editori nella prefazione.
E voi pensate di leggere Il Cimitero  di Praga ?

...
Seguitò così ad addottrinarlo nelle regole e negli usi della Società in cui stava per farlo inscrivere.
Avevano, discorrendo, percorsa la via Tre Alberghi, svoltavano a sinistra in via del Pesce.
La via non era che debolmente rischiarata da un piccolo fanale infisso in fondo nel muro del palazzo Reale. La semioscurità, delle persone che andavano rasente il muro, e le porte che si chiudevano silenziosamente dietro a loro, de' bisbigli negli angoli e negli sfondi degli usci, irritavano la fantasia di Guido.
Balestra aveva rallentato il passo e taceva; si fermò a una porticina a sinistra, quella stessa della sera innanzi. Subito lo sportello si aprì e comparve nel vano una figura femminile, una faccia pallida con due occhi lustri che cercavano. Si ritrasse per lasciarli passare e li seguì nel corridoio buio.
Balestra condusse allora il compagno su per una scaletta ripida e lubrica per il pattume
viscido e denso.
A una voce della donna, si spalancò un uscio sul pianerottolo in alto lasciando cadere una striscia di luce obliqua, che tagliò in due la scala. Si affacciò un'altra donna giovane con de' fiori finti nei capelli, un abito di seta gualcito, un fisciù di maglia bianco incrociato sul seno piatto.
Venne incontro a Guido ch'era passato il primo, mentre Balestra scambiava a bassa voce qualche parola con quell'altra e, senza guardarlo, lo prese famigliarmente per il braccio dicendogli con voce commossa:
— Buona sera, biondino.
E Guido era, si sa, bruno come sua madre.
Ma, a un'occhiata di Balestra si tirò indietro e lasciò passare i due uomini in una stanzaccia dove si sentiva un tanfo ributtante, un puzzo d'olio e di liquori spiritosi e le esalazioni della carbonella che ardeva in un ampio braciere nel mezzo. Non c'erano altri mobili che un grande specchio arrugginito, coperto di moscature, e quattro o cinque sedie di crine.
— Se non lo sapessi, — disse Balestra a Guido, — non supporresti mai che qui si cospiri; e il buono si è che non lo sospetterebbe neppure la Polizia. La quale diffidente di tutte le riunioni serie, è credenzona e indulgente con le conventicole viziose e le case da giuoco; perciò noi ci raccogliamo in esse e sfruttiamo l'immorale privilegio a profitto della nostra santa causa. Per la fede non vi sono mezzi turpi, — aggiunse solennemente, — Cristo, nostro Reggitore, non si valse della peccatrice per propagare il suo Vangelo? Capisci?
— Ho capito: voi vi fate bruchi per diventare farfalle.
— Bravo: nessuno, neppure queste donne conoscono lo scopo vero per cui ci raccogliamo, nessuno saprebbe distinguere i cugini dalle altre persone che vengono qui liberamente. Il solo Gran Cugino li distingue. Se queste donne e gli estranei fossero interrogati, potrebbero giurare in buona fede che noi si viene qui unicamente per far la partita a tressette o a bazzica.
Gli disse poi d'aspettarlo lì ed entrò in un usciolo da cui usciva un rumore confuso di voci.
La donna che li aveva ricevuti passeggiava su e giù per la stanza sbirciando Guido ogni
volta che gli passava davanti. Poco dopo entrò anche l'altra rimasta da basso scotendo la persona intirizzita e brontolando:
— Oh, per stasera basta, non scendo più passasse il Viceré. C'è da perderne gli orecchi; tocca, son due ghiaccioli, ma piano ehi! che si spezzano.
L'altra sghignazzava.
Sedettero presso al braciere, trassero in mezzo a loro una sedia; una cavò fuori un mazzo di carte bisunte e la partita cominciò con un accanimento che ben presto assorbì tutta la loro attenzione.
Dopo un quarto d'ora Balestra ricomparve e l'invitò a seguirlo.
Nel corridoio gli buttò addosso una specie di tappeto, gliene tirò un lembo sul viso,
avvertendolo però che poteva guardare, e lo introdusse in un luogo buio, salvo un sottile filo di luce scialba che uscendo da una lanterna chiusa attraversava diagonalmente la tavola in mezzo.
Una voce cupa domandò:
— Buon cugino, chi mi conduci?
Balestra rispose alterando la voce anche lui:
— Uno smarrito.
— E che vuoi farne?
— Un veggente.
— Il suo zelo?
— Fervido.
— La sua parola?
— Salda.
— Il suo braccio?
— Sicuro.
— Ne risponde?
— Il mio sangue.
— Il suo battesimo?
— Emilio.
Allora venne la volta di Guido.
L'invisibile inquisitore domandò
— Emilio, donde vieni?
Balestra suggeriva, Guido rispose:
— Dalla foresta.
— E cerchi?
— Luce.
La lanterna aprì in viso a Guido un occhio di fuoco.
— Che ti occorre?
— Un segno per trovare il cammino; un ferro per abbattere i rami.
Guido distingueva dietro la tavola tre figure ravvolte in bautte nere, mascherate, in piedi.
Quello di mezzo che aveva parlato, si voltò al compagno di destra:
— Dategli il segno che redime.
Colui s'avanzò e porse a Guido l'impugnatura di un pugnale, foggiato a croce.
Guido lo baciò.
L'inquisitore disse al compagno di sinistra:
— Dategli il ferro che recide.
E quello si fe' innanzi a sua volta, e prese il pugnale dalle mani del primo che ritornò al suo posto e lo porse a Guido dalla parte della lama.
Lui lo diede a Balestra che gliel'appuntò contro il petto.
L'accusatore soggiunse:
— Lo riconoscerai?
— Con devozione.
— Lo vibrerai?
— Sempre che mi sia imposto.
— Per chi?
— Per la libertà.
— Orsù, — e gli stese sopra una tavola una mano, — orsù, tu riceverai le commissioni della vendita, tienti pronto.
Dove mai Guido aveva vista quella mano? Riconosceva quell'indice deformato, ma non si
rammentava.
— Vieni, — gli disse Balestra prendendolo pel braccio.
Uscendo, Guido vide da una parte un tavolino con delle bottiglie, dei bicchieri, delle carte sparse.
Balestra lo ricondusse nella prima stanza.
— Ora l'accusatore proporrà le sue difficoltà, se ce ne sono, per la tua ammissione; poi la tua ammissione ti sarà notificata da me, con l'incarico che ti si destina.
— Quando?
— Fra una mezz'ora; tu puoi aspettar qui: queste buone ragazze ti faranno compagnia, vero?
Le due che giocavano alzarono il viso e fecero a Guido un ghigno frettoloso.
Balestra soggiunse ridendo:
— Non è mica necessario che tu stia compunto: noi siamo chiesa militante e non si è tenuti a un'austerità rigorosa.
Poi rientrò nel corridoio.

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Autore: Roberto Sacchetti
Editore: CastelloVolante|Mur
isbn: 978-88-6399-045-4
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