Bastarde senza gloria

Saggistica | Mezzilibri

STORIE DI DONNE A VENEZIA DAL MEDIOEVO A PATTY PRAVO
Veronica Franco, la più celebre e celebrata meretrice veneziana del Cinquecento; Elena Lucrezia Corner Piscopia, la prima laureata della storia; Elisabetta Caminer la prima giornalista d’Italia; Rosalba Carriera, la più celebre ritrattista del Settecento; Sara Copio Sullam, la poetessa del ghetto
Margherita Sarfatti, l’amante ebrea di Mussolini che ha creato il mito del “dux” e ha collegato la romanità al fascismo; Patty Pravo, l’unica italiana ad aver venduto oltre cento milioni di dischi.
Sono vissute in epoche diverse, alcune sono cresciute libere, altre oppresse da società misogine; tutte queste donne, però, hanno un tratto in comune: sono nate a Venezia. Sono le veneziane che hanno segnato il loro tempo e spesso anche il futuro. Un eBook per restituire loro la fama che non hanno avuto. Per ribadire che l’Italia di oggi non è stata fatta solo dagli uomini, ma anche dalle donne.
Un titolo inedito di Alessandro Marzo Magno, veneziano, giornalista storico e scrittore, ha pubblicato numerosi libri, tra cui: Piave. Cronache di un fiume sacro (il Saggiatore 2010) e Atene 1687. Venezia, i turchi e la distruzione del Partenone (il Saggiatore 2011).


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"Si chiamava Sara Enriquez Avigdór. Nella sua casa, in Ghetto Vecchio, aveva tenuto aperto per qualche decennio un importante salotto letterario assiduamente frequentato, oltre che dal dottissimo rabbino ferrarese-veneziano Leone da Modena, da molti letterati di primo piano dell'epoca, e non soltanto italiani. Aveva composto molti 'ottimi' sonetti che aspettavano ancora a persona capace di rivendicarne la bellezza; aveva corrisposto brillantemente per lettera, durante oltre quattro anni, col famoso Ansaldo Cebà, un gentiluomo genovese, autore di un poema epico sulla regina Ester, il quale si era messo in testa di convertirla al cattolicesimo, ma poi, alla fine, visto inutile ogni insistenza, aveva dovuto rinunciarvi. Una gran donna, in conclusione, onore e vanto dell'ebraismo italiano in piena Controriforma”.
Quella Sara lì, così magistralmente tratteggiata dalla penna di Giorgio Bassani nel "Giardino dei Finzi Contini" è esistita davvero. Soltanto che non si chiamava Enriquez Avigdór, bensì Copio Sullam; tutto il resto invece è assolutamente reale: componeva versi, il suo salotto letterario nel ghetto di Venezia era celeberrimo e attirava ebrei e gentili, ha tenuto una corrispondenza con il genovese Ansaldo Cebà e tutti, ma proprio tutti, tentavano di convertirla al cattolicesimo.
Già che una donna fosse letterata era poco accettabile per la società dell'epoca, che in aggiunta fosse ebrea, poi... “La mia fede è tanto vera/ e 'l mi' amor cotanto puro/ ch'io ti prego e ti scongiuro/ a lasciar l'hebraica schiera”, la invita Cebà. Ma lei non cede ora, e non cederà mai. Anzi, scriverà “che sta seriamente pregando perché sia lui a convertirsi alla religione ebraica”, gettando così nello sconforto il letterato genovese.

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Attenzione: questa è un'edizione gratuita non integrale dell'omonimo titolo in vendita a euro 4,70.

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Autore: Alessandro Marzo Magno
Editore: CastelloVolante|Mur
isbn: 978-88-6399-073-7
Pagine: 53
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