Anna Karenina

Semper | Grande Narrativa

Le famiglie felici si somigliano sempre l’una con l’altra: ogni famiglia infelice lo é in un modo particolare :)
Se sapeste quanta fatica abbiamo fatto per rendere disponibile Anna Karenina in epub-free e quanto ne siamo orgogliosi, capireste che é puro amore! AK é il primo libro da cui partiamo direttamente dal cartaceo, questo ci ha costretto a dimezzare la frequenza di uscita. Ve ne sarete accorti, da due libri a settimana siamo passati ad uno. Ecco quindi il nostro attuale programma editoriale: uscire circa una volta al mese, ma con un grande libro!
E adesso immergetevi pure :)

...
- Non credevo che foste partito - disse, -lasciando ricadere la mano che stava per aggrapparsi alla colonnina. E una gioia incoercibile le brillò nel viso, fattosi di un subito animato. - Perché siete partito?

- Perché? - ripetè egli, fissandola negli occhi. - Lo sapete: per essere dove siete voi. Non posso fare altrimenti.

Intanto il vento spargeva via la neve dal tetto dei vagoni e faceva mulinello, trascinando una lastra di latta che aveva strappata. Si sentiva il fischio cupo della locomotiva. Ad Anna quell'orrore della tempesta sembrava magnifico. Vronskij aveva detto proprio quello che l'anima sua desiderava e che la sua ragione temeva. Non rispondeva nulla ma egli le leggeva in viso la lotta che stava sostenendo.

- Perdonatemi se vi è dispiaciuto quello che ho detto - aggiunse egli sommessamente. Parlava in tono rispettoso, ma così fermo e ostinato che essa non potè rispondere nulla. Dopo un po' di tempo disse finalmente:

- È male quel che dite, e io vi prego, se siete un gentiluomo, di dimenticare le vostre parole come le dimenticherò io.

- Io non dimenticherò mai né una vostra parola né un vostro gesto, e non posso...

- Basta, basta! - gridò lei, sforzandosi di dare un'espressione severa al suo viso che Vronskij fissava avidamente. Afferrando con la mano la colonnina, essa salì frettolosamente la scaletta ed entrò nella vettura. Ma rimase ferma sulla piccola piattaforma ripercorrendo nella mente la scena che si era svolta. Non si ricordava le parole che aveva udite né quelle che aveva dette, ma sentiva che quel che era accaduto in quei pochi momenti li aveva avvicinati l'uno all'altro, e ne era spaventata e felice. Dopo alcuni minuti rientrò nel vagone e riprese il suo posto. Lo stato di tensione in cui si trovava prima era aumentato al punto che essa ad ogni istante temeva che il cuore le scoppiasse.

Non dormì per tutta la notte, ma verso la mattina si assopì, e quando si risvegliò era giorno chiaro e il treno si avvicinala a Pietroburgo. Immediatamente ritrovò i suoi pensieri abituali e le ritornarono alla mente la sua casa, il marito, il figlio, le piccole faccende che l'aspettavano quel giorno.

A Pietroburgo, appena il treno si fu fermato e lei ne discese, la prima persona che si vide davanti fu il marito. «Ah! Dio mio! Perché mai ha quelle orecchie?», pensò, guardando quella figura rigida e dignitosa e specialmente quelle orecchie che sostenevano la tesa del cappello tondo. Scorgendola egli le andò incontro increspando le labbra a un sorriso un po' ironico che gli era abituale e guardandola coi suoi grossi occhi stanchi. Un senso spiacevole fece stringere il cuore di Anna quando incontrò quello sguardo spento, come se si fosse aspettata di trovarlo diverso. Specialmente la colpì quell'impressione di scontentezza di sé che provò nell'incontro col marito. I suoi rapporti con lui avevano sempre avuto una tinta come di falsità, ma ora ne ebbe una coscienza chiara e dolorosa.

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Autore: Lev Tolstoj
Editore: CastelloVolante
isbn: 978-88-6399-056-0
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