Abrakadabra

Reincontri | Steampunk

Dunque, già il fatto che Ghislanzoni – il librettista dell’Aida – scrivesse un romanzo di fantascienza ambientato nella Milano nel 1982 è di per sé surreale.  Se a questo aggiungete tratti di preveggenza da far venire i brividi (“a quell’epoca – parlo del 1977 – l’Unione Europea era un fatto compiuto“),  fantastiche macchine steampunk, e un immaginario  romantico-scapigliato degno appunto del principale librettista verdiano, avrete l’idea del più improbabile (e un po’ sconclusionato) romanzo che certamente l’800 ha prodotto.
Dimenticavamo: il tutto introdotto da un bel racconto-prologo, che è in realtà la storia romanzata del ritiro di Ghislanzoni in montagna e della decisione di scrivere il libro.

...
Così parlando, il Capo di Sorveglianza giunse nella sala di diramazione, dove, appena entrato, fece scattare una molla, la quale, per varii fili elettrici, era in comunicazione coi principali dipartimenti del palazzo.
Le pareti oscillarono, e dopo alcuni minuti, si apersero nei quattro lati della sala parecchie porticelle numerizzate, e a ciascuna porticella affacciossi un individuo, portante la divisa dei subalterni di sorveglianza.
Il Torresani salì sovra un pulpito e prese a diramare i suoi ordini.
- Numero uno: convocare i duecento nella sala di magnetismo, e arrestare nel termine di dieci minuti la nave sospetta.
- Numero due: recarsi da Duroni, e far ritrarre la nave in ventiquattro copie, dodici a fotografia colorata, dodici a fotografia ponderabile.
- Numero tre: riferire il numero preciso delle gondole stazionate nei diversi quartieri, e di quelle che tengono l'alto.
- Numero quattro: esaminare i tesseri dei singoli padroni di gondole, portanti le note giornaliere dal dieci settembre fino a questo giorno, e riferire l'itinerario di ciascun conduttore.
Ciascun subalterno, appena scoccato l'ordine, scompariva come fantasma, gli altri rimanevano in sentinella alle porte ad attendere i cenni del Capo.
Dopo un quarto d'ora di attesa, il numero due entrò nella sala, e depose sul pulpito del Torresani ventiquattro cartoni, sui quali era disegnata la nave volante.
Il Capo di Sorveglianza gettò una rapida occhiata sulle fotografie, indi rispose:
- Numero cinque: prendete una copia di questo disegno, e compite sollecitamente l'ispezione di raffronto.
- Numero sei: portate quest'altra copia nella sala di chimica onde sia ponderata e decomposta.
- Numero sette: a voi quest'altro cartone! fate l'inventario dei mobili, degli attrezzi, degli accessorii che appariscono alla superficie della nave.
- Numero otto: verificate se da qualche finestra o pertugio apparisce alcun frammento di figura umana, una testa, un naso, un orecchio, una gamba, non importa! riportatemi quei frammenti centuplicati di proporzioni.
Per alcuni minuti, fu nella sala un andirivieni di subalterni.
Il Torresani, dall'alto del suo pulpito, non cessava di impartire ordini a questi e a quelli. I suoi occhi grigi mandavano faville.
In termine di mezz'ora, i documenti più essenziali erano raccolti. Il Torresani li esaminava, li confrontava
con feroce compiacenza. Le sue labbra, frattanto, non cessavano di brontolare una specie di monologo, dal quale spiccavano tratto tratto degli ordini, delle interrogazioni, e più spesso dei grugniti di piacere.
- Voi dicevate, subalterno numero uno, che i vostri duecento magnetizzatori hanno durato molta fatica a trattenere la nave per dieci minuti, vuol dire che abbiamo delle volontà deboli, fors'anche dei contrari, dei traditori, che mangiano la pensione del Governo e servono ai cospiratori... Non importa... I cinque minuti hanno bastato al Duroni per darmi delle buone fotografie... La nave è di costruzione americana, porta il numero 2724, probabilmente un numero falso... Nel gran catalogo delle navi volanti ne abbiamo trovato una perfettamente identica a questa... Lo stesso disegno... la stessa forza... lo stesso peso... non c'è dubbio... Ah! ah!... Questa nave fu fabbricata a Rio Janeiro dagli industriali Thompson e Stefany... tre anni sono, e fu venduta
al Primate Michelet, il quale a sua volta la cedette al Bonafous pel servizio della retta fra Milano e Pietroburgo. Ah!... comprendo...! I Bonafous, due anni sono, la cedettero ai Calzado, fabbricatori di carte da giuoco a Madrid, poi... poi... Dacché i Calzado vennero sfrattati dalla Unione, la nave scomparve per due mesi, quindi fu riveduta e segnalata da parecchi aereoscopi, dapprima a Torino, poi a Napoli, quindi a Parigi, più tardi a Pietroburgo, a Berlino, a Lucerna. Confrontiamo le date di queste apparizioni colla Cronaca criminale delle città nominate... Ci siamo...! Ecco...! Sta bene!...
L'avrei indovinato; a Torino una sorpresa notturna alle guardie del tesoro reale; a Napoli una sottrazione di monete antiche al pubblico Museo; a Parigi vincite considerevoli al maccao per parte di un truffatore; a Pietroburgo, a Vienna, a Lucerna altri fatti dell'egual genere... Dapertutto, l'apparizione di questa nave ha portato la truffa, l'aggressione, il delitto... Dunque io non mi era ingannato... Là dentro c'era un nido di briganti, di barattieri, fors'anche di assassini... E voi, signori uffiziali di magnetismo, non avete avuto forza di trattenerli una mezz'ora, tanto che io potessi ottenere un mandato di arresto eccezionale... Basta!... C'è ancora una speranza... Non tutti quei bricconi saranno partiti colla nave... può darsi che qualcuno sia rimasto fra noi... Il Lissoni, proprietario di gondole al quartiere del Macello pubblico, riferisce che uno dei suoi conduttori, il nominato Bigino, per cinque notti consecutive fece delle ascensioni fuori di torno, a fanali spenti.
Eh! di là! Numero quattordici! conducetemi tosto il Bigino! Egli è disceso stamattina prima dell'albeggiare; non è improbabile che la sua gondola abbia portato abbasso uno di quei gabbamondo... E noi lo conosceremo... perdio! E s'io riesco a pigliar in mano un filo della matassa... giuro districarla in pochi giorni... e vi prometto che quella galera di birboni non farà, quindi innanzi, un lungo viaggio!...

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Autore: Antonio Ghislanzoni
Editore: CastelloVolante|Mur
isbn: 978-88-6399-052-2
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